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La necessità di recuperare vecchie strutture lignee, mantenendo gli stessi elementi per non alterare il loro aspetto originario, ha indotto aziende e ricercatori universitari a studiare materiali specifici con caratteristiche simili a quelli esistenti, dotati di grande affidabilità e durata, applicabili con tecnologie che rispettino l’unicità dell’opera quando essa è inserita in una struttura di particolare pregio architettonico. Le vecchie tecniche che prevedono la sostituzione integrale delle parti degradate innestando spezzoni di legno, imbullonati ed inchiodati per essere fissati alla parte sana, sono oggi impiegate raramente perché l’intervento, oltre a essere vistoso, non assicura la continuità strutturale fra il vecchio e il nuovo elemento. Il degrado si verifica per inflessioni e cedimenti delle travi, per infiltrazioni d’acqua, per l’attacco di muffe e insetti e determina spesso la perdita di funzionalità non solo dell’elemento, ma anche dell’intera struttura.
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